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Peggy Guggenheim. L’ultima Dogaressa

Peggy Guggenheim a Palazzo Venier dei Leoni, Venezia, Primi anni Sessanta | Fondazione Solomon R. Guggenheim, Donazione Cassa di Risparmio di Venezia, 2005 | Foto: Archivio Cameraphoto Epoche


Come molti prima e dopo di lei, Peggy Guggenheim amava Venezia, di un amore profondo e totalizzante che portò la collezionista americana a stabilirsi nella città lagunare nel 1948 per trascorrervi trent'anni di vita che hanno sancito il susseguirsi di autentiche pietre miliari nella storia dell’arte del XX secolo. In particolare, la mostra pone l'accento sul collezionismo post 1948 della mecenate, in seguito alla sua partenza da New York e alla chiusura della galleria-museo Art of This Century (1942-47) e al trasferimento a Venezia, presentando una selezione di circa 60 opere, tra dipinti, sculture e lavori su carta, di artisti noti e meno noti della collezione e offrendo un'opportunità rara di rivedere e ricontestualizzare famosi capolavori come L’impero della luce di René Magritte e Studio per scimpanzè di Francis Bacon, insieme ad opere raramente esposte, come Autunno a Courgeron di René Brô, Serendipity 2 di Gwyther Irwin, Sopra il bianco di Kenzo Okada o la delicatissima Scatola in una valigia (Boîte-en-Valise) realizzata da Marcel Duchamp nel 1941.



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